venerdì 6 maggio 2011

RAVENNA 2061: IL COMUNE RITARDA LA SICUREZZA SULLE STRADE

Ravenna: le frammentate piste ciclabili
Ravenna, 27 aprile 2011
COMUNICATO STAMPA

RAVENNA 2061: IL COMUNE RITARDA LA SICUREZZA SULLE STRADE
IL BILANCIO COMUNALE 2011 CONSENTE DI ELABORARE SOLO UN PIANO DEL TRAFFICO ALL’ANNO

Il bilancio di previsione 2011 del Comune di Ravenna indica, nel Piano degli Investimenti, uno stanziamento di 120.000 euro per l’attuazione dei piani di settore e per i piani particolareggiati del traffico.
Con tale somma è possibile progettare e realizzare un solo piano particolareggiato del traffico all’anno e considerando che, tra piani di settore e piani particolareggiati, previsti nel Piano del Traffico PGTU 2007, si raggiunge la cifra di 69 Piani i conti son presto fatti; difatti tenendo conto dei piani particolareggiati già attuati si stima che occorreranno 50 anni per attuare quanto previsto nel Piano del Traffico del 2007!
I nostri nipoti potranno forse girare per la città di Ravenna in modo sicuro avendo messo in sicurezza tutti i passaggi pedonali e potranno finalmente percorrere le strade con la loro bicicletta; il piano delle piste ciclabili e quello dei percorsi pedonali, come anche l’estensione della ZTL alla via Portone e zone limitrofe, rientrano nei piani di settore del traffico non realizzati.

Il Sindaco di Ravenna aveva promesso, già cinque anni fa (nel 2006), di elaborare il piano delle ciclabili e nonostante i 98 chilometri di piste ciclabili, realizzati perlopiù nel forese, interi quartieri della nostra città sono pericolosi per chi gira in bicicletta o a piedi.
Il quartiere San Biagio è privo di ciclabili nelle sue strade principali come la via Zalamella, il Corso Nord, via Maggiore, via Fiume Montone Abbandonato e la Circonvallazione al Molino; il quartiere San Rocco è pericoloso per le biciclette nelle strade come via San Mama, via Ravegnana, Via Cesarea, via di Roma, mentre nel quartiere San Vittore sono off-limits per le biciclette le strade come Via Rocca Brancaleone, la Circonvallazione alla rotonda dei Goti e la via Antica Popilia.

E’ inoltre pericoloso raggiungere le scuole ed giardini in bicicletta per l’assenza di percorsi ciclabili protetti.

Il primo cittadino è stato più volte sollecitato per la realizzazione del Piano delle piste ciclabili sia dalla nostra che dalle associazioni ambientaliste come LEGAMBIENTE, la FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e dai partiti come i Verdi.
La giunta del Sindaco Matteucci possiede addirittura un Assessore con la delega alle piste ciclabili ma della possibilità di unire le piste ciclabili esistenti e del piano regolatore per le piste future non vi è traccia!

I ritardi sull’elaborazione dei piani della mobilità ciclabile e pedonale da parte del Sindaco sono ingiustificati e costituiscono, aldilà delle promesse e delle facili parole, un segnale del disinteresse per la sicurezza e l’incolumità degli utenti deboli della strada quali sono i ciclisti ed i pedoni.


14 ANNI dalla parte DEI CITTADINI

martedì 3 maggio 2011

LA ZTL DI VIA PORTONE: UN ERRORE DI TRASCRIZIONE DEL PGTU

O?
VIABILITA’ E SICUREZZA

LA ZTL DI VIA PORTONE: UN ERRORE DI TRASCRIZIONE DEL PGTU
SINDACO E ASSESSORE RIMANDATI (AL PROGETTO)

Dopo le interrogazioni ed i comunicati-stampa riguardanti il ritardo nella realizzazione della ZTL di via Portone, necessaria per la presenza di strade a ridottissima sezione stradale per regolamentare i transiti e la sosta per i residenti e per i mezzi di emergenza, è giunta la risposta dell’Assessore al Traffico G.M. il quale afferma che le vie Maggiore, Montone Abbandonato, Spreti, Landoni, Moradei delimitano le strade oggetto di uno specifico Piano Particolareggiato (“A11 Realizzazione di nuova ZTL per le vie Rapina, Portoncino, Portone e strade limitrofe”) da attuarsi in fase B nella temporizzazione prevista dal PGTU. In particolare a tale piano è stata assegnata priorità media. E' evidente che non è affatto scontato che tutti i Piani Particolareggiati inseriti nel PGTU possano essere realizzati nell'arco di validità dello stesso, in quanto detti piani vengono attuati con gradualità, ovviamente sulla base delle risorse umane ed economiche a disposizione, nonché sulla base delle criticità riscontrate, il cui livello può anche variare nel corso del tempo.

La traduzione, dal “burocratichese tecnico” all’italiano, della risposta dell’Assessore al Traffico indica che il piano particolareggiato della ZTL in via Portone è da realizzare più avanti (?) in base alla disponibilità dei tecnici ed alla disponibilità economiche; inoltre secondo l’Assessore al Traffico la ZTL di via Portone non rientra tra le situazioni più critiche, per la viabilità e per sicurezza, del territorio comunale.

Infine, sempre secondo G.M., tale piano potrebbe anche non attuarsi se reputato meno critico di altri piani.

Trascurando le motivazioni non giustificabili delle ridotte disponibilità umane ed economiche del Comune di Ravenna e precisando che il livello di criticità di un piano particolareggiato è quello assegnatogli nel PGTU 2007 deliberato dalla Giunta e votato dal Consiglio comunale,
vogliamo evidenziare che il Piano Generale del Traffico Urbano contiene un errore di trascrizione del documento proprio per la ZTL di via Portone in quanto (a pagina 9) indica “nella Fase A viene dato avvio a … Piani Particolareggiati riguardanti l’istituzione di una ZTL nell'area delimitata dalle vie Maggiore, Montone Abbandonato, Spreti, Landoni, Moradei; l'ipotesi di lavoro prevede una regolamentazione simile alla ZA; si tratterebbe della prima applicazione del concetto di ZTL all'esterno del Centro Storico” mentre, lo stesso documento PGTU 2007, nella scheda riepilogativa (a pagina 183), indica che è Previsto nel PGTU fase B il piano di realizzazione della nuova ZTL per le vie Rampina, Portoncino, Portone e strade limitrofe.

La Zona a Traffico Limitato di via Portone quindi, secondo il PGTU 2007, si deve realizzare sia nella fase A che nella fase B relativa alla tempistica di attuazione del piano urbano del traffico; ovviamente siamo davanti ad un evidente errore formale che l’Assessore al Traffico ed il Sindaco vorranno correggere realizzando, in tempi brevi, il progetto della ZTL di via Portone garantendo così la sicurezza e la vivibilità ai residenti del sobborgo di Porta Adriana, piccola perla del nostro centro storico al di fuori delle mura cittadine.

Telemaco Signorini: strada di Ravenna (1876)

ZTL San Biagio: centro storico fuori dalla mura

lunedì 2 maggio 2011

RAVENNA 2061: IL COMUNE RITARDA LA SICUREZZA SULLE STRADE

IL BILANCIO COMUNALE 2011 CONSENTE DI ELABORARE SOLO UN PIANO DEL TRAFFICO ALL’ANNO

Il bilancio di previsione 2011 del Comune di Ravenna indica, nel Piano degli Investimenti, uno stanziamento di 120.000 euro per l’attuazione dei piani di settore e per i piani particolareggiati del traffico.

Con tale somma è possibile progettare e realizzare un solo piano particolareggiato del traffico all’anno e considerando che, tra piani di settore e piani particolareggiati, previsti nel Piano del Traffico PGTU 2007, si raggiunge la cifra di 69 Piani i conti son presto fatti; difatti tenendo conto dei piani particolareggiati già attuati si stima che occorreranno 50 anni per attuare quanto previsto nel Piano del Traffico del 2007!

I nostri nipoti potranno forse girare per la città di Ravenna in modo sicuro avendo messo in sicurezza tutti i passaggi pedonali e potranno finalmente percorrere le strade con la loro bicicletta; il piano delle piste ciclabili e quello dei percorsi pedonali, come anche l’estensione della ZTL alla via Portone e zone limitrofe, rientrano nei piani di settore del traffico non realizzati.
Il Sindaco di Ravenna aveva promesso, già cinque anni fa (nel 2006), di elaborare il piano delle ciclabili e nonostante i 98 chilometri di piste ciclabili, realizzati perlopiù nel forese, interi quartieri della nostra città sono pericolosi per chi gira in bicicletta o a piedi.
Il quartiere San Biagio è privo di ciclabili nelle sue strade principali come la via Zalamella, il Corso Nord, via Maggiore, via Fiume Montone Abbandonato e la Circonvallazione al Molino; il quartiere San Rocco è pericoloso per le biciclette nelle strade come via San Mama, via Ravegnana, Via Cesarea, via di Roma, mentre nel quartiere San Vittore sono off-limits per le biciclette le strade come Via Rocca Brancaleone, la Circonvallazione alla rotonda dei Goti e la via Antica Popilia.
E’ inoltre pericoloso raggiungere le scuole ed giardini in bicicletta per l’assenza di percorsi ciclabili protetti.
Il primo cittadino è stato più volte sollecitato per la realizzazione del Piano delle piste ciclabili sia dalla nostra che dalle associazioni ambientaliste come LEGAMBIENTE, la FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e dai partiti come i Verdi.
La giunta del Sindaco Matteucci possiede addirittura un Assessore con la delega alle piste ciclabili ma della possibilità di unire le piste ciclabili esistenti e del piano regolatore per le piste future non vi è traccia!
I ritardi sull’elaborazione dei piani della mobilità ciclabile e pedonale da parte del Sindaco sono ingiustificati e costituiscono, aldilà delle promesse e delle facili parole, un segnale del disinteresse per la sicurezza e l’incolumità degli utenti deboli della strada quali sono i ciclisti ed i pedoni.

pianta di Ravenna con le piste ciclabili (frazionate e scollegate)

mercoledì 20 aprile 2011

IL PASTICCIO DELLA ZTL DI VIA CURA Vietato il transito (anche ai residenti)

Il Comune ha deciso di installare, dal luglio 2007, il sistema di controllo degli accessi SIRIO sull’ingresso di via Cura, da via Oberdan dopo la rimozione del fallimentare dissuasore mobile Pilomat, installato nel 2002.

La limitazione dell’accesso dei veicoli in via Cura è scaturita dall’esigenza di ridurre il volume del traffico improprio di veicoli derivante dalla modifica della circolazione stradale, avvenuta in via Fiume Montone Abbandonato, a seguito delle proteste dei cittadini, comitato Mariola in testa, per l’insostenibilità del traffico e dell’inquinamento nel quartiere.

Nel dicembre 2010 abbiamo presentato un’interrogazione al Presidente della Prima Circoscrizione per richiedere le motivazioni del ritardo dell’attivazione della telecamera di controllo degli accessi del sistema Sirio sul varco di Via Cura.
Nell’interrogazione richiedevamo la messa in funzione del sistema di controllo e l’apposizione della cartellonistica di segnalazione del varco sempre attivo.

L’Assessore all’Urbanistica, Edilizia, Protezione Civile,Traffico e Piste Ciclabili Gabrio Maraldi ha risposto alla nostra interrogazione affermando che l'attivazione di Sirio è subordinata al rilascio dell'autorizzazione da parte del Ministero e che tale autorizzazione può essere concessa solo dopo l'istituzione della Zona a traffico Limitato, che non può riguardare, però, il controllo degli accessi di una singola strada, ma deve essere a servizio di un comparto di strade.
La conclusione a cui giunge l’assessore è quindi che, al momento, non essendo ancora stata istituita tale Zona a Traffico Limitato, non può essere acquisita l’autorizzazione ministeriale.

La risposta fornita dall’assessore è insoddisfacente e pone delle domande le cui risposte possono essere date solo il Sindaco:

• Perché è stato disatteso il Piano del Traffico PGTU2007 dove si indica che “la disciplina di uso del “varco selettivo” di via Cura sarà in tutto e per tutto assimilabile a quella degli altri varchi, essendo a presidio di una ZTL estesa alle strade adiacenti”.

• Perché si è ritardata la realizzazione della ZTL prevista dal Piano del Traffico per la zona comprendente le vie Cura (tra Oberdan e Ercolana), Nazario Sauro e Cesare Battisti (tra Ercolana e Oberdan) e che consentirebbe di “razionalizzare la funzione attualmente svolta dal ‘varco selettivo’ di via Cura”;

• Perché si sono spesi oltre 500.000 euro per l’installazione del sistema per il controllo dell'accesso SIRIO della ZTL di Ravenna compreso il varco non funzionante di via Cura;

• Perché è stata installata l’errata segnaletica di divieto di transito sull’accesso di via Cura consentendo il transito solo ai veicoli autorizzati come le biciclette, i ciclomotori ed i motocicli vietando, di fatto, il transito in via Cura alle automobili dei cittadini residenti.

Il “varco selettivo” di via Cura è, purtroppo, l’esempio concreto del fallimento del Piano del Traffico e delle politiche di sostenibilità ambientale del Comune di Ravenna.

 
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