venerdì 22 febbraio 2008

Pedoni: vittime innocenti

Il pedone investito a 30 km orari ha solo il 50% di possibilità di sopravvivere. Il 10% se travolto a 50 km orari. Oltre i 60 km orari non ha speranza

Pedoni: vittime innocenti

Aumentano le vittime investite sulle striscie pedonali
Per i pedoni le strade sono sempre più pericolose. Se nel 2000 rappresentavano il 12,7% delle vittime nel 2006 hanno raggiunto quota 13,4% (758 decessi. 55 in più rispetto al 2005 con un incremento del 7,8%).

Le statistiche, si legge su un articolo apparso di recente su repubblica.it, dicono che ogni giorno sono 60 gli italiani che finiscono sotto un'auto. Di questi 2 perdono la vita e 58 vanno in ospedale. E nel 51% dei casi i pedono non hanno nessuna responsabilità per quanto accaduto. Sono semplicemente vittime. La maggior parte di loro ha un'età superiore ai 65 anni (il 55%) ma sono in preoccupante crescita gli incidenti che coinvolgono i bambini: nel 2006 sono stati 40 i bambini travolti e uccisi da auto o moto (+60% rispetto al 2005).

E questi numeri sono ancora più preoccupanti se si pensa che i decessi totali da incidenti stradali sono in diminuzione (-4,7%) così come i feriti (-2,7%). Da questo si deduce che "i pedoni sono l'anello debole del sistema trasporti anche dal punto di vista culturale, nel senso che - spiega l'articolo di repubblica.it - solo negli ultimi anni si è iniziato a parlare di sicurezza per chi va a piedi, dopo almeno mezzo secolo di studi e ricerche su come salvare la pelle a chi viaggiava dietro un volante".

C'è quindi ancora molto da fare per scuotere le coscienze. Le nostre città sono piene di trappole per chi va a piedi: strisce pedonali logorate, semafori con i tempi di attraversamento sbagliati, auto e scooter parcheggiati sui marciapiedi, autobus che effettuano le fermate in mezzo alla strada.Per fortuna, si legge nell'articolo, qualcosa si muove sul fronte della tecnologia: le recenti omologazioni prevedono anche le prove di crash con il cosiddetto "urto-pedone". Così i costruttori hanno iniziato a progettare auto che riescono a far sì che il pedone investito batta la testa al centro del cofano, reso "morbido" da una maggiore distanza dal motore e - in alcuni casi - da un sistema tipo airbag che fa esplodere verso l'altro il cofano motore in modo da far atterrare il pedone investito su una superficie metallica meno rigida del solito. E sono anche già in vendita mascherine (le Frontal Protection System) protettive di gomma da montare sul muso dei Suv che riducono la forza della collisione del 50%.

"In tutti i casi, tecnologia o no - conclude repubblica.it -, è inutile illudersi perché le statistiche parlano chiaro: un pedone investito a 30 km orari ha solo il 50% di possibilità di sopravvivere. Il 10% se travolto a 50 km orari. Oltre i 60 km orari non ha speranza.

Fonte: repubblica.it 18 febbraio 2008

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