martedì 17 novembre 2009

PSSU 2009 parere contrario LpRa e PDL


COMUNICATO STAMPA
17 novembre 2009
Parere contrario di LISTA PER RAVENNA e del POPOLO DELLA LIBERTA’ in Prima Circoscrizione al Piano della Sicurezza Stradale Urbana 2009

I consiglieri di LISTA PER RAVENNA (LpRA) e del POPOLO DELLA LIBERTA’ (PDL) della Prima Circoscrizione hanno espresso il parere contrario al Piano della Sicurezza Stradale (PSSU2009), presentato dall’assessore al Traffico ed alle Piste ciclabili Gabrio Maraldi, nella seduta del Consiglio di circoscrizione di giovedì 12/11/2009.
Riteniamo che la conferma statistica della pericolosità di diverse tratte stradali e l’assenza della programmazione di interventi di miglioramento della sicurezza stradale dimostri poca pianificazione e la scarsa valutazione del PSSU2009.
I dati del PSSU 2009 confermano quelli del predente documento PSSU 2007 attribuendo il triste primato di “strade nere”, “strade rosse” e “strade gialle” alle stesse di due anni prima.
In sostanza si confermano le pagelle negative delle strade pericolose che dal 2003 occupano i primi posti delle classifiche degli incidenti.

La via Zalamella, per citare un esempio, risulta pericolosa per incidentalità e per tipologia di strada (ampia e rettilinea), ma non si prevede nessuna azione di miglioramento della sicurezza nel PSSU 2009 (come le isole di attraversamento per i pedoni, la regolamentazione della sosta,…) nonostante le richieste avanzate proprio dalla lista civica nelle osservazioni al PGTU 2007.

E’ inaccettabile attendere un ferito od un morto per mettere in sicurezza una strada, un attraversamento pedonale od una ciclabile. Non si deve attendere la nascita di un comitato di cittadini per mettere in sicurezza e migliorare la vivibilità dei nostri quartieri (come successo con il Corso Nord).
Occorre andare oltre l’analisi statistica degli incidenti e valutare, secondo criteri oggettivi, la pericolosità delle strade ed il rischio che rappresentano per i cittadini, applicando i metodi di valutazione del rischio già utilizzati nel mondo del lavoro per i settori specifici (le cosiddette valutazioni del rischio).
La poca avvedutezza di questa Amministrazione comunale è evidenziata inoltre dall’assenza, ad oggi, dei piani previsti nel Piano del traffico (PGTU 2007) ma rimasti solo sulla carta come:
:• il Piano delle piste ciclabili che definisce la priorità di costruzione delle piste ciclabili e consente il raccordo e la sicurezza delle piste ciclabili esistenti
• il Piano della mobilità pedonale che consideri le esigenze di sicurezza e di comfort del pedone e, in generale, dell’utente più debole, come i bambini, gli anziani e i disabili.
Riteniamo infine disattesa quella mobilità sostenibile, tanto sbandierata dalle giunte di sinistra, mai però attuata .
Sosteniamo che si possa e si debba fare di più per la sicurezza dei nostri concittadini.

Popolo della Libertà (Renato Esposito)                               Lista per Ravenna (Alessandro Garofalo)

mercoledì 11 novembre 2009

PEDONALIZZAZIONE DEL SOTTOSTRADA DI VIA MAGGIORE

Ravenna, 9 novembre 2009
Al Presidente della Prima Circoscrizione
INTERROGAZIONE CON RICHIESTA DI RISPOSTA SCRITTA

PEDONALIZZAZIONE DEL SOTTOSTRADA DI VIA MAGGIORE:
ORDINANZA DIMENTICATA NEL CASSETTO

Il consiglio della Prima Circoscrizione nel mese di ottobre 2008 approvò la richiesta di pedonalizzare un tratto del sottostrada di via Maggiore, compreso tra le via Rasponi e via Moradei, allo scopo di rendere sicura la circolazione dei pedoni e delle biciclette e consentire l’accesso alla sede della Circoscrizione da parte dei cittadini.

Nel febbraio del 2009 la Giunta comunale deliberò la pedonalizzazione del sottostrada di via Maggiore indicando come il tratto di sottostrada di via Maggiore, compreso tra le via Rasponi e via Moradei, fosse caratterizzato da un intenso transito di pedoni e biciclette, dovuto anche all’accesso alla sede della Circoscrizione Prima e del Consorzio per i Servizi Sociali e come tale intensità di transito fosse incompatibile, per motivi di sicurezza e facilità di accesso ai servizi pubblici sopraindicati, con la contemporanea presenza di veicoli a motore.
La Delibera di Giunta (Prot. Gen N. 12932. Prot. Verb N. 40 del 10/2/2009), relazionata dall'Assessore al Traffico e Piste ciclabili Gabrio Maraldi, indicava tra l’altro che il tratto in questione non fosse interessato da accessi carrabili, ad eccezione di quello della Circoscrizione e che attualmente il traffico veicolare, nel tratto tra via Rasponi e via Landoni fosse interdetto ed il transito dei veicoli a motore fosse assicurato dalla contigua via Maggiore;
La delibera del febbraio 2009 concludeva istituendo un’area pedonale nel tratto di sottostrada di via Maggiore, compreso tra le vie Rasponi e Moradei, senza alcun impegno diretto di spesa a carico dell’Amministrazione Comunale, e demandando, ad una successiva e specifica Ordinanza, la disciplina della circolazione all’interno di essa e le condizioni di accesso.

Ad oggi la mancata emissione della specifica Ordinanza da parte del Servizio Mobilità del Comune denota la poca attenzione dell’Amministrazione comunale per le problematiche di sicurezza delle persone e per la salvaguardia delle utenze più deboli, in particolare dei pedoni e dei ciclisti.
Dopo i numerosi Piani emessi dall’amministrazione comunale (Piano del Traffico, Piano Zonizzazione acustica ed, in ultimo, il Piano della Sicurezza Stradale Urbana) e le poche conseguenti attuazioni tese a migliorare le condizioni di sicurezza e vivibilità dei nostri quartieri, dopo la ri-conferma della pericolosità della via Maggiore, si richiede al Presidente della Prima Circoscrizione il motivo del ritardo dell’emissione dell’Ordinanza, per la disciplina della circolazione nel sottostrada indicato, da parte del Servizio Mobilità del Comune e la conseguente pedonalizzazione del sottostrada di via Maggiore.

Consigliere Lista per Ravenna
Prima Circoscrizione
Alessandro Garofalo

martedì 27 ottobre 2009

LA DIFFAMAZIONE Giustizia: se ci sono quelli più uguali Parità di trattamento per chi viola la legge

lunedì 26 ottobre 2009 RAVENNANOTIZIE.IT
LA POSTA DEI LETTORI
Parità di trattamento per chi viola la legge
"La vicenda del figlio di uno dei massimi dirigenti del Comune di Ravenna perdonato dai vigili urbani da lui pesantemente ingiuriati, con linguaggio scurrile, nell'esercizio delle loro funzioni, applicate a gravi violazioni del codice stradale da lui compiute, suscita perplessità.
Secondo il sindaco, la mancata denuncia penale, con i conseguenti riflessi di natura civile, è giustificata dal fatto che il giovane si è presentato al Comando, accompagnato dal suo genitore, chiedendo scusa. Questo atteggiamento amichevole e comprensivo sarebbe il trattamento riservato a tutti.
Non ci risulta che, specie con la gestione dell'attuale comandante della polizia municipale, sia perdonato niente a nessuno che violi una qualche norma, secondo l'ostentata celebrazione della "legge uguale per tutti": salvo che, e non solo nel caso in discussione, non ci sia qualcuno più uguale degli altri. Anzi, il malumore per atteggiamenti di intransigente stampo militaresco serpeggia nel corpo dei vigili urbani e solo un clima non proprio sereno riesce faticosamente a contenerlo all'interno. Insomma, la parola "comprensione", che pure è una buona parola, non sembra di casa in piazza Mameli.
Il sindaco, che si fa garante della parità di trattamento, deve spiegare a noi qualcosa di più. Il nostro Alessandro Garofalo, padre di quattro figli minorenni, la cui famiglia si sostiene solo con modesti redditi da lavoro dipendente, si era prontamente scusato con due assessori di Matteucci, per una vignetta del suo blog che li ritraeva contestando non le loro persone, ma un'operazione commerciale del Comune. Era disposto a pubblicare sui giornali le sue scuse e a conciliare la diatriba, ma è stato denunciato, senza remissione, in Tribunale con richiesta non lieve di danni. Se fosse stato anche solo parente del dirigente di cui sopra sarebbe stato graziato immediatamente. Non è così, caro sindaco?".

Nicola Grandi
Segretario comunale Udc Ravenna

25 ottobre 2009  LA VOCE DI ROMAGNA
Giustizia: se ci sono quelli più uguali
Udc: esponente LpRa condannato, figlio dirigente graziato
Il consigliere circoscrizionale di LpRa condannato per una vignetta considerata diffamatoria nonostante il fatto si fosse ampiamente scusato con i diretti interessati, due assessori. E invece il figlio di un alto dirigente comunale graziato dall’accusa di ingiurie dopo avere pesantemente insultato in un verbale gli agenti della polizia Municipale che lo avevano fermato.
Due pesi e due misure insomma: sono quelle che, attraverso una nota, lamenta Nicola Grandi, segretario comunale dell’Udc.
“La vicenda del figlio di uno dei massimi dirigenti del Comune perdonato dai vigili urbani da lui pesantemente ingiuriati con linguaggio scurrile nell’esercizio delle loro funzioni, applicate a gravi violazioni del codice stradale da lui compiute, suscita perplessità”, fa presente Grandi.
Secondo il sindaco - continua l’esponente Udc - “la mancata denuncia con i conseguenti riflessi di natura civile, è giustificata dal fatto che il giovane si è presentato al Comando, accompagnato da suo padre, chiedendo scusa. Questo atteggiamento amichevole e comprensivo sarebbe il trattamento riservato a tutti. Non ci risulta che, specie con la gestione dell’attuale comandante della Municipale, sia perdonato niente a nessuno che violi una qualche norma, secondo l’ostentata celebrazione della ’legge uguale per tutti’.
Salvo che, “e non solo nel caso in discussione, non ci sia qualcuno più uguale degli altri. Anzi, il malumore per atteggiamenti di intransigente stampo militaresco serpeggia nel corpo dei vigili urbani e solo un clima non proprio sereno riesce faticosamente a contenerlo all’interno”. Insomma per Grandi, “la parola ’comprensione’, che pure è una buona parola, non sembra di casa in piazza Mameli.
Il sindaco, che si fa garante della parità di trattamento, deve spiegare a noi qualcosa di più: il nostro Alessandro Garofalo, padre di quattro figli minorenni, la cui famiglia si sostiene solo con modesti redditi da lavoro dipendente, si era prontamente scusato con due assessori di Matteucci per una vignetta del suo blog
che li ritraeva contestando non le loro persone, ma un’operazione commerciale del Comune”. Inoltre “era disposto a pubblicare sui giornali le sue scuse e a conciliare la diatriba, ma è stato denunciato, senza remissione, in tribunale con richiesta non lieve di danni. 
Se fosse stato anche solo parente del dirigente di cui sopra, sarebbe stato graziato immediatamente.
Non è così, caro sindaco?”.

LA DIFFAMAZIONE: DUE PESI E DUE MISURE

25/10/2009 IL RESTO DEL CARLINO
INGIURIE Ragazzo perdonato, il sindaco deve spiegare
LETTERA
LA VICENDA del figlio di uno dei massimi dirigenti del Comune di Ravenna perdonato dai vigili urbani da lui pesantemente ingiuriati, con linguaggio scurrile, nell’esercizio delle loro funzioni, applicate a gravi violazioni del Codice stradale da lui compiute, suscita
perplessità. Secondo il sindaco, la mancata
denuncia penale, con i conseguenti riflessi
di natura civile, è giustificata dal fatto che
il giovane si è presentato al Comando, accompagnato dal suo genitore,chiedendo scusa. Questo atteggiamento amichevole e comprensivo sarebbe il trattamento riservato a tutti. Non ci risulta che sia perdonato niente a nessuno che violi una qualche norma, secondo
l’ostentata celebrazione della ‘legge uguale
per tutti’: salvo che, e non solo nel caso in
discussione, non ci sia qualcuno più uguale degli altri.Il sindaco, che si fa garante della parità di trattamento, deve spiegare a noi qualcosa di più.
Il nostro Alessandro Garofalo, padre di quattro figli minorenni, la cui famiglia si sostiene solo con modesti redditi da lavoro dipendente, si era prontamente scusato con due assessori di Matteucci, per una vignetta del suo blog che li ritraeva contestando non le loro persone, ma un’operazione commerciale del Comune.
Era disposto a pubblicare sui giornali le
sue scuse e a conciliare la diatriba, ma è
stato denunciato, senza remissione, in
Tribunale con richiesta non lieve di danni.
Se fosse stato anche solo parente del dirigente di cui sopra sarebbe stato graziato immediatamente.
Non è così, caro sindaco?

Nicola Grandi, segretario comunale Udc

lunedì 19 ottobre 2009

LA DIFFAMAZIONE ED I GIOVANI DI LISTA PER RAVENNA

Mercoledì 14 ottobre 2009

Oggi leggendo i quotidiani locali ho appreso che due assessori comunali due anni fa sono stati diffamati.
Grazie a questa pubblicazione io e tante altre persone siamo venuti a conoscenza della diffamazione de quo.
L'articolo non si è limitato a riportare l'esito della sentenza e il fatto, ma ha avuto premura di riportare dettagliatamente nomi e cognomi di tutti: querelanti e querelato.
Dietro allo scudo del “diritto di informazione” in costante commistione con gli orientamenti politici favoriti, qualche quotidiano ha ritenuto opportuno rendere molto visibile questo episodio dedicandogli ampio spazio.
Una vignetta interpretata in modo diverso dalle intenzioni dell'autore, per rappresentare una causa di interesse pubblico sostenuta dal comitato Il Gabbiano e dalla persona ad oggi ritenuta responsabile del fatto. Detto questo balza in rilievo come la notizia venga percepita portatrice di una definita matrice politica che può solo inasprire i rapporti fra maggioranza e opposizione.
La messa in stampa dei dati sensibili dovrebbe essere valutata con maggiore responsabilità e obiettività visto che, in questo caso, è il solo fatto che potrebbe avere un risvolto di interesse pubblico.
Palese è il disturbo e il fastidio della pubblicazione del nome e cognome.
Il Gruppo Giovani Lista per Ravenna coglie l'occasione per ripetere l'invito ad una politica costruttiva.
Sempre più forte è la sensazione di una strategia politica alla ricerca accanita di consensi ammettendo anche leve corrosive la dignità delle persone, che a nulla può portare se non ad aumentare frizioni fra maggioranza e opposizione, rendendo alla cittadinanza un pessimo esempio di esercizio del potere politico perseverando nell'errore.
Gianluca Benzoni
Gruppo Lista per Ravenna

LA DIFFAMAZIONE E LISTA PER RAVENNA

14.10.2009
DALLA PARTE DEL SOLDATO GAROFALO

Siccome la querela per diffamazione intentata dagli assessori Poggioli e Maraldi ad Alessandro Garofalo, esponente di Lista per Ravenna ed ora consigliere della Prima circoscrizione, ha assunto, a seguito della sentenza di condanna di primo grado, un aspetto politico, rispondo, alla stessa maniera, semplicemente riportando quello che ieri il direttore del Corriere della Sera ha scritto nel suo editoriale, riferendosi a quella sinistra di cui gli assessori stessi sono parte: “La libertà di stampa è in pericolo? Le querele sono gravi e da condannare, specie se vengono dal potere a scopo intimidatorio”. Non commenterò in chiave politica la sentenza, come altri farebbero notando che sia Garofalo che il suo avvocato difensore, Gabriele Sangiorgi, sono componenti del Comitato promotore del referendum sulla “grande moschea”, mentre lo studio legale dei querelanti fa capo, tra gli altri, al segretario comunale del PD. Mi limito a descrivere i fatti in causa, che consistono in una vignetta pubblicata sul blog del Comitato il Gabbiano, presieduto da Garofalo. Volta a criticare un’operazione del Comune che consisteva nella cessione in permuta a privati di un terreno comunale sul Corso Nord per la costruzione, anziché di un area verde, come richiesto dalla popolazione del quartiere, di nuove edificazioni, questa vignetta raffigurava, in senso simbolico, alcune banconote tra le effigie dei due assessori competenti in materia, spiegando però bene, nello scritto, che si trattava di un’operazione commerciale del Comune, senza alcuna allusione ad interessi dei due amministratori. Dopo che essi si sono sentiti offesi, Garofalo ha tolto tutto dal blog e formulato le proprie scuse. Il tentativo di conciliazione, di cui sono stato mediatore, è stato respinto.
Ogni giorno appaiono sui giornali vignette che esprimono critiche alle persone in forma satirica anche molto più pungente, senza che nessuno ricorra, quasi mai, in tribunale. Rientra tra i diritti fondamentali di libertà di espressione, tanto evidente nel nostro caso, che il Pubblico Ministero, rappresentante dell’accusa, ha chiesto l’assoluzione piena di Garofalo, rilevando l’insussistenza del reato, per assenza sia dell’idoneità offensiva, sia della volontà di offendere. Accusa e difesa sono dunque perfettamente coincise nel valutare infondata la querela, tanto più che si è trattato di una critica politica su provvedimenti della pubblica amministrazione, tutelata con maggiore ampiezza dall’ordinamento. Il giudice ha deciso diversamente, senza alcun effetto immediato a carico di Garofalo. Quando saranno conosciute le motivazioni della sentenza, il ricorso alla Corte d’Appello farà ripartire il giudizio da capo.
I due assessori potranno decidere di devolvere i propri eventuali risarcimenti a chi vogliono solo a seguito della sentenza definitiva, da cui però ci aspettiamo serenamente che sia ristabilita giustizia.
Nel caso malaugurato, c’è comunque un altro senso di giustizia, a cui Poggioli e Maraldi sono estranei, che tocca a noi affermare. Garofalo è il padre di una famiglia con quattro figli minorenni, che vive del lavoro suo e di sua moglie. Tutti, anche a sinistra, lo conoscono come persona appassionata ai problemi della città, a favore dei quali si batte intensamente, magari anche sbagliando, come tutti, ma senza alcun profitto, impegnando anzi le proprie risorse. Per qualsiasi danno immeritato che fosse posto a suo carico solamente per aver perseguito l’interesse dei cittadini, ci rivolgeremo, con una pubblica sottoscrizione, a tutte le persone di buona volontà, certi che la città saprà dimostrarsi più giusta dei suoi governanti.
Prendiamo atto di un potere politico che ricorre al potere giudiziario per zittire gli oppositori scomodi, non pago degli spazi della pubblica informazione in cui può far valere ampiamente le proprie ragioni. Lo registriamo.

Alvaro Ancisi, capogruppo

LA DIFFAMAZIONE ED I GIORNALI








domenica 11 ottobre 2009

Orfanotrofio Galletti Abbiosi a Striscia la Notizia - Puntata n°197

La puntata si STRISCIA LA NOTIZIA di Sabato 09 Maggio 2009
'Le orfanelle e l'eredità misteriosa'
Moreno Morello ha raccontato una storia che sembra uscita da un romanzo

Cliccate sul link sottostante per visionare il video.

Striscia la Notizia - Puntata n°197

giovedì 9 aprile 2009

Nuovo progetto al “Corso Nord”



Un nuovo progetto urbanistico è stato approvato in Consiglio Comunale il 20 ottobre 2008, il progetto è stato realizzato dal Servizio Progettazione Urbanistica e interessa una superficie complessiva di mq. 4.554, concentra l’edificabilità a ovest dell’area di intervento prevedendo nella porzione restante un parcheggio pubblico per circa 50 posti auto.
Il nuovo fabbricato è posto a m. 9,30 dalla via G. Severini e il suo andamento risulta parallelo a detta viabilità.
Si caratterizza come edificio in linea ed è servito da tre corpi scala che consentono di accedere agli alloggi posti al 1° e al 2° piano.
Parallelamente alla via Severini è prevista una fascia alberata di m. 2,00 in analogia con quanto già previsto nel comparto 16 posto a est di via Rotta, oltre alla pista ciclabile è previsto un marciapiede pubblico di m. 4,80 continuo per tutto il tratto di via Severini.
Detto marciapiede proseguendo anche su via Rotta contribuisce a delimitare il parcheggio pubblico dotato di circa 54 posti auto con accesso pubblico da via Rotta.
Il comparto sarà realizzato tramite due lotti attuativi.

Il lotto A presenta una Superficie totale pari a 2.554 mq e una Superficie utile pari a 2.380 mq, comprende il sedime del nuovo fabbricato con l’area di pertinenza comprendente la rampa di accesso al piano interrato destinato ai parcheggi privati.
Fanno parte del lotto inoltre le sistemazioni pubbliche rappresentate dalla pista ciclabile e relativo marciapiede su via Severini oltre all’area posta in angolo fra via Severini e via Cavalcoli da riservare al nuovo impianto di sollevamento acque nere in sostituzione di quello esistente posto al centro del comparto.
L’area sarà attuata dall’Amministrazione Comunale mediante procedure ad evidenza pubblica.

Il lotto B presenta una Superficie totale pari a 2.000 mq l’area, oltre a prevedere la prosecuzione della pista ciclabile con marciapiede già prevista per il lotto A, comprende anche il parcheggio pubblico alberato che sarà realizzato dalla società Molinetto Srl in virtù degli impegni assunti con la Convenzione Integrativa alla “Convenzione Generale comparti 17a, 17b, 17d e 18 stipulata in data 20/12/2006 dal notaio Ira Bugani”.


Il link dove trovare la notizia è il seguente:
http://fe-bud.mag-news.it/nl/l.jsp?XZ.dj.A.A.A.A

lunedì 30 marzo 2009

I "quieti dintorni" di via Cilla

Ricognizioni urbane 6 Marzo 2009
Toponomastica “rivoluzionaria” nei quieti dintorni di via Cilla di Chiara Bissi

I recenti strumenti urbanistici chiamano quella porzione di Ravenna, che a corona ha circondato il centro storico dal dopoguerra, la “città consolidata”. I piani regolatori fino al 1993 hanno definito e razionalizzato uno sviluppo che il recente piano strutturale comunale ritiene concluso, lasciando la potenziale espansione alla sola Darsena di città. Il viaggio avviato negli ultimi mesi fa tappa questa settimana nel corso Nord. Quella direttrice stradale che da via Sant’Alberto raggiunge e incrocia via Canalazzo, cambiando tre denominazioni, per proseguire fino a via Cavina. Percepita come un unico asse viario che condivide con via Zalamella il compito di sostenere i flussi di traffico in direzione nord/ovest, il corso trova la sua definitiva conformazione negli anni Novanta. Due tratti risalgono ad alcuni decenni fa e così è l’onomastica, che facilita la lettura e la ricostruzione delle varie fasi. Attualmente su via Sant’Alberto si apre via Luigi Cilla (1863 – 1950) avvocato e sindaco di Ravenna dal 1900 al 1904, assessore comunale dal 1889 al 1891.
La scuola elementare Ricci è l’edificio pubblico principale, sulla strada dotata di pista ciclabile sorgono condomini rarefatti, di pregio, che conferiscono una certa eleganza alla via. Nell’incrocio con via Rotta si addensano una serie di edifici recenti e ancor prima un insediamento in via di costruzione che presenta una forma a corte aperta che verrà completata con un intervento simmetrico sull’altro lato della strada. La lottizzazione di carattere residenziale e commerciale si apre quindi a pochi metri dalla Rotta, unica via storica della zona, già descritta nella puntata dedicata alla circonvallazione San Gaetanino. Il semaforo segna l’inizio di via Gino Severini, celebre artista (1889 – 1966), legato a Ravenna dall’amore per il mosaico. Dai più sentita come continuazione della Cilla, via Severini ha guadagnato notorietà negli ultimi anni per una polemica che ha visto protagonista il comitato di genitori Il Gabbiano. Attualmente di fronte alla scuola per l’infanzia Il Gabbiano vi è un’area incolta, che negli anni passati è stata oggetto di una permuta con la quale sono state alimentate le risorse utili alla realizzazione degli uffici comunali in via Berlinguer. Il comitato chiedeva invece la creazione di un’area verde, previsione che verrà realizzata a qualche centinaio di metri, secondo gi strumenti urbanistici. L’incrocio con via Francesco Lovatelli segna l’inizio di via Giuseppe Bovini. Anche per via Lovatelli siamo di fronte a una strada storica: nel 1849, riporta Giuseppe Morini nello Stradario storico di Ravenna, la denominazione era vicolo Brugnoli per passare nel 1928 all’attuale nome. Nobile patriota, Lovatelli aderì ai moti del 1831 e fondò in città una sezione della Giovane Italia. Per la sua intensa attività politica finì nel Libro Nero della polizia pontificia, compilato nel 1844. Esule, fu “prolegato” per la provincia di Ravenna nel 1848 e nel 1856 fu ucciso da un colpo di pistola. Non meno avventurosa la vita di Giovanni Cavalcali a cui è dedicata la continuazione di via Lovatelli sul lato destro di via Severini. Capitano garibaldino cadde a Monterotondo nel 1867. Proprietario dell’osteria della Speranza di piazza dell’Aquila, Cavalcoli fu l’ispiratore della società di Mutuo soccorso, all’interno della quale prese corpo la setta degli Accoltellatori, in auge fra il 1865 e il 1871. Personaggio ricco di ombre fu segnalato dallo stesso Morini alla commissione toponomastica per aver riscattato la sua vita “morendo per la patria”.
Proseguendo, via Bovini, dedicata al fondatore dell’istituto di Antichità ravennati e bizantine di Casa Traveresari, accoglie la parte commerciale del corso Nord: la farmacia, la Posta, negozi di alimentari, che concludono la strada, che nell’incrocio con via Canalazzo ospita la recente piazza dei Carabinieri.
Un discount e una nota palestra animano la zona. L’ultimo tratto del corso Nord secondo la viabilità odierna è regolato da un senso unico che di fatto interrompe la funzione di scorrimento del traffico veicolare. Via XIV luglio, rafforza, visti i personaggi precedentemente citati, il carattere rivoluzionario e irredentista dell’onomastica scelta in tempi diversi per questa porzione di città.
Per questo tratto è prevista l’introduzione del doppio senso di marcia, resa impossibile finora a causa di una serie di ricorsi di residenti. La strada si conclude nella rotatoria di via Cavina per proseguire in via Celso Cicognani (1901 - 1973) che fu sindaco dal 1951 al 1961.

IL RICORDO
Quando il corso Nord era fatto di campi poi la svolta, con la creazione del Portico
Seguendo la linea dei ricordi, questa settimana è Alberto Mazzotti, giornalista ravennate, a ripercorrere la trasformazione di una parte essenziale della periferia cittadina. «I miei genitori si trasferirono in via Bartolini nel 1966, allora c’erano poche case, tutte villette unifamiliari frutto del boom economico che aveva portato un’agiatezza senza lussi. La zona si popolò di giovani famiglie e per noi bambini non mancavano campetti dove piazzare due pali per giocare a pallone. Non c’era il tracciato di via Cilla così come molte delle lottizzazioni verso via Zalamella. Ricordo i cantieri aperti in via Battuzzi, terreno di battaglie con la cerbottana e di gare di ciclocross. Poi prima dell’inizio dell’estate la mia strada diventava sede delle Olimpiadi di quartiere. Per giorni si svolgevano le gare di atletica con tanto di blocchi di partenza e panche per il pubblico. Di auto ovviamente non vi era traccia. La strada era tutta per noi». Una fase che si chiuse con la realizzazione del cosiddetto corso Nord, asse essenziale per la viabilità settentrionale della città. «Mio fratello minore nei primi anni Ottanta già non giocava più per strada. Il tratto di via Bovini e di via Severini fino alla Rotta vennero realizzati in quegli anni. La costruzione, nell’area retrostante la scuola dell’infanzia e il nido Lovatelli, del complesso residenziale il Portico fu un avvenimento rispetto all’edilizia presente nella zona. Allora la vecchia sede dell’Amga, nell’angolo con via Rotta, con gli uffici e il deposito mezzi, delimitava la nostra sfera di interesse. Era una porzione di città molto tranquilla. Tanto che in una delle famose domeniche di austerity nel 1973, attraversai la città in bici fino allo stadio e vidi il finale di Ravenna – Livorno. Alla periferia ordinata di oggi, con polisportive e aree verdi attrezzate, non manca nulla anche se è un peccato che per tirare qualche calcio ad un pallone spazi liberi non a pagamento non ce ne siano quasi più».

Da RAVENNA&DINTORNI

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CORSO NORD

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IL GABBIANO TORNA A VOLARE

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